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Situato nell'estremo nord-ovest degli Stati Uniti, nello stato di Washington, l'Olympic National Park è stato qualificato come tale nel 1938 da parte del presidente Franklin D. Roosevelt. Già prima di lui però un altro Roosevelt, Theodore, nel 1909 aveva designato l'Olympic National Forest come monumento nazionale, si dice per proteggere una particolare specie di grandi cervi, i wapiti, oggi conosciuti come 'i cervi di Roosevelt'. In questo meraviglioso parco dalle mille sfumature di verde si possono ammirare gli ultimi grandi alberi al mondo di una foresta pluviale temperata, che con i loro 100 metri di altezza si ergono ai piedi di aspre montagne ricoperte da ghiacciai.
Benchè sia molto frequentato dall'entroterra fino alle coste pacifiche, il parco offre numerosi posti e attività che permettono di essere a contatto con la natura più incontaminata in ogni periodo dell'anno. In estate è possibile percorrere sentieri escursionistici, percorsi ciclabili, fare gite in kayak lungo i fiumi e sui laghi Quinault e Crescent, darsi al whale-watching lungo la costa o pescare il salmone reale o la trota di Clark, che dovranno però essere rilasciati una volta catturati.
Da non perdere per nulla al mondo la Hoh Rain Forest: uno spettacolare percorso a piedi all'interno di una foresta incantata, provare per credere! Altrettanto imperdibili le spiagge selvagge che si affacciano sull'Oceano Pacifico, su tutte la splendida Rialto Beach.
In inverno ci si può invece dedicare allo sci alpino e allo sci di fondo, infatti l'Olympic National Park è uno dei pochissimi parchi nazionali americani ad avere al suo interno una stazione sciistica. La straordinaria e lussureggiante vegetazione di questo parco ha però il suo prezzo, ovvero le precipitazioni, che ne fanno uno dei luoghi più piovosi e nevosi della Terra, basti pensare che ogni anno cadono addirittura 510 cm di pioggia!
Lo stato di Washington e l'Oregon sono pronti a stupirti con le loro meraviglie naturali
Quasi. Nel giro di una giornata puoi passare dalle montagne di Hurricane Ridge a una vera foresta pluviale temperata e poi finire davanti a spiagge selvagge del Pacifico piene di tronchi e faraglioni. È questa varietà a renderlo uno dei parchi che amiamo di più nel Nord Ovest americano.
Hoh Rain Forest con la Hall of Mosses e i sentieri immersi nella foresta, Hurricane Ridge per la parte montana. Se il percorso lo permette aggiungerei almeno una spiaggia della costa, come Rialto o Ruby Beach. Con una sola notte bisogna scegliere; con due inizia già a emergere la vera personalità del parco.
Sì, perché non esiste una strada che attraversa direttamente il cuore di Olympic: si gira intorno alla penisola e si entra nelle varie aree. Proprio per questo le distanze vanno studiate bene. Poi una volta arrivati sono passeggiate, foreste, spiagge e sentieri a fare il resto.
Giugno-settembre è il periodo più semplice e luglio, agosto e settembre sono normalmente i mesi più asciutti. Il parco è aperto 24 ore tutto l’anno, ma in inverno neve, pioggia, maree e condizioni delle strade possono limitare alcune zone; le foreste pluviali, però, diventano ancora più verdi e quasi surreali.
Sì. Olympic è un National Park NPS e il pass copre l’ingresso. Non rientra invece nel gruppo degli 11 parchi che nel 2026 applicano il supplemento specifico ai visitatori non residenti.
L’area fu inizialmente protetta nel 1909 da Theodore Roosevelt come Mount Olympus National Monument, in parte per salvaguardare le alci locali; Franklin D. Roosevelt la trasformò in National Park nel 1938 e nel 1953 venne aggiunto un importante tratto di costa pacifica. La penisola era però abitata da popolazioni native da più di 13.500 anni, una storia molto precedente ai confini del parco.