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10 errori da non fare quando si noleggia un camper negli USA

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Tutto quello che nessuno ti dice (ma che avresti voluto sapere)

Noleggiare un camper negli Stati Uniti sembra la cosa più semplice del mondo. Vai sul nostro sito, scegli il mezzo, prenoti, parti. 
E in effetti il processo è abbastanza lineare. Il problema è tutto quello che sta intorno: le clausole in piccolo, le distanze che non avevi considerato, il serbatoio delle acque nere di cui non sapevi nemmeno l’esistenza. Dopo anni di viaggi e centinaia di noleggi, abbiamo raccolto i dieci errori che vediamo ripetere più spesso e che possono trasformare il viaggio dei sogni in un’esperienza frustrante.

Se state pianificando il vostro primo viaggio in camper in America, leggete questa lista prima di fare qualsiasi altra cosa. 
Se non è il vostro primo viaggio, leggetela comunque: c’è sempre qualcosa da imparare o qualcosa che può sfuggire e può tornare utile!
 

Errore #1: scegliere un camper troppo grande

Spesso si pensa che un camper compatto sia la scelta più furba: più maneggevole, più economico, più semplice. In realtà, dopo qualche giorno di viaggio, lo spazio in più si rivela uno degli investimenti più sensati che potete fare. Le strade americane sono ampie, i parcheggi (compresi quelli dei supermercati) sono pensati per veicoli di grandi dimensioni e i campeggi negli USA accolgono senza problemi anche i mezzi più importanti. Insomma, l'ingombro non è quasi mai un vero problema.

Il discorso cambia quando si tratta di vivibilità interna: una coppia può trovarsi benissimo in un Classe C tra i 7 e gli 8 metri, mentre per famiglie o gruppi un Classe A sopra i 9 metri offre un comfort che fa davvero la differenza nei viaggi lunghi. Alla lunga qualche metro in più si traduce in notti migliori, pasti più rilassati e tappe meno faticose.
Guarda tutti i camper disponibili per il tuo viaggio in camper negli Stati Uniti
 

Errore #2: ignorare la questione assicurazione

L’assicurazione è il capitolo più noioso e allo stesso tempo più importante del noleggio. Le compagnie offrono il prezzo base senza coperture, che sembra conveniente finché non scopri che un danno anche banale può costarti migliaia di euro. La CDW (Collision Damage Waiver) e la SLI (Supplemental Liability Insurance) sono necessarie. Il costo varia dai 25 ai 45 dollari al giorno, e va messo a budget fin dall’inizio. 
 

Errore #3: non fare il check-in fotografico del mezzo

Al momento del ritiro, il consulente di noleggio farà un giro del camper segnando i danni preesistenti su un modulo. Non fidatevi solo di quello. Prendete il telefono e fate un video completo dell’esterno e dell’interno: ogni graffio, ogni ammaccatura, ogni macchia sul tappetino. Fotografate il contachilometri, il livello del carburante, lo stato dei pneumatici. Sembra paranoico? No, è buon senso. Alla riconsegna queste foto saranno la vostra unica difesa contro contestazioni per danni che non avete causato. In ogni caso, se vi affidate ad un’agenzia seria e competente che vi offre una formula con zero franchigia questi problemi non succedono quasi mai...scommettiamo?
 

Errore #4: sottovalutare i costi nascosti

Il prezzo che vedete online è solo l’inizio. Al totale finale vanno aggiunti: assicurazione, kit cucina e biancheria (se non inclusi), miglia extra (alcuni piani hanno un tetto giornaliero), tassa di preparazione del mezzo, generatore (pagato a ore), tassa di one-way se riconsegnate in una città diversa, e le famose 'convenience fee' varie. Un noleggio che sembrava costare 100 dollari al giorno può facilmente diventare 180–200 dollari. 


Per questo è fondamentale chiedere sempre un preventivo dettagliato, con tutte le voci esplicitate, e non fermarsi alla cifra in evidenza. Da Xplore America lavoriamo da sempre in questo modo: i nostri noleggi includono già tutto — assicurazione completa, kit, miglia, accessori — così che il prezzo che vedete sia davvero quello che pagate, senza sorprese al ritiro o alla riconsegna. Trasparenza e rapporto qualità-prezzo sono i due punti su cui non scendiamo a compromessi.
 

Errore #5: pianificare troppe tappe in troppo poco tempo

Questo è l’errore più comune in assoluto e lo fanno tutti al primo viaggio. Le distanze americane sono enormi e in camper si viaggia più lentamente che in auto: la media reale è di 200–300 km al giorno, non di più. E questo senza contare le soste per il pieno, lo scarico delle acque, fare la spesa, cucinare e — dettaglio non trascurabile — godersi il viaggio. 
Pianificate massimo 3–4 ore di guida al giorno e lasciate sempre dei giorni 'cuscinetto' senza programma. Una volta noleggiato il camper, chiedici qualche consiglio sull'itinerario.
I momenti migliori di un viaggio in camper sono quelli non previsti.
 

Errore #6: dimenticare le regole sullo scarico delle acque reflue

La 'dump station' è una parte fondamentale della vita in camper e se non sapete come funziona, la prima volta sarà un’avventura spiacevole. Prima di partire è fondamentale documentarsi a dovere. Una delle regole di base è scaricare sempre prima il serbatoio nero (acque nere, cioè il WC), poi il grigio (doccia e lavandino) per pulire il tubo. Non bisogna mai scaricare a casaccio poichè è illegale e le multe sono salatissime. 
I campeggi attrezzati hanno quasi tutti una dump station e se noleggiate con Xplore al momento del ritiro del mezzo, un'incaricato vi spiegherà passo per passo come fare.
 

Errore #7: non verificare la compatibilità del camper con l’itinerario

Non tutte le strade sono percorribili con tutti i camper. Alcuni tratti di Big Sur hanno limiti a 7,5 metri di lunghezza. Il Tunnel del Zion-Mt. Carmel ha restrizioni di altezza. Molti campeggi nei parchi nazionali accettano mezzi solo fino a una certa lunghezza. E poi ci sono i centri città, dove parcheggiare un camper grande è praticamente impossibile. Controllate i limiti del vostro itinerario prima di scegliere il mezzo, non dopo.
 

Errore #8: partire senza un piano B per i campeggi

Uno dei piaceri più grandi del viaggio in camper è proprio la libertà di cambiare idea: fermarsi una notte in più dove vi siete trovati bene, accorciare una tappa perché siete stanchi o decidere all'ultimo di deviare verso un punto panoramico che non era in programma. Per gestire bene queste situazioni, oltre alle prenotazioni dei campeggi principali, è utile avere a portata di mano qualche risorsa per le soste improvvisate.

Le app Campendium, iOverlander e FreeRoam sono perfette: mostrano campeggi disponibili, aree di sosta, parcheggi di alcuni supermercati che accettano il pernottamento (sì, è una cosa reale e molto diffusa negli USA) e le BLM land, terreni pubblici dove il campeggio libero è gratuito e legale. Scaricarle e familiarizzare con il loro funzionamento prima di partire vi permette di vivere il viaggio con la giusta dose di programmazione e improvvisazione, che è poi l'essenza dello spirito on the road.
 

Errore #9: ignorare la questione carburante e autonomia

Un camper medio ha un'autonomia di circa 500–650 km con un pieno, più che sufficiente per pianificare le tappe con tranquillità. Il consumo varia a seconda delle dimensioni del mezzo e il costo della benzina è una cifra da mettere a budget ma che resta gestibile soprattutto se si considera quanto si risparmia rispetto a hotel e ristoranti.

Una buona abitudine è fare rifornimento quando il serbatoio scende intorno alla metà o poco più giù, soprattutto quando ci si trova nelle zone più remote del West americano dove le stazioni di servizio possono essere distanziate. Un piccolo accorgimento utile: nelle aree turistiche i prezzi del carburante tendono a essere più alti, quindi conviene fare il pieno prima di entrare nei pressi dei parchi nazionali. L'app GasBuddy è ottima per individuare le stazioni più convenienti lungo il percorso.
 

Errore #10: non familiarizzare con il mezzo prima di partire

L’eccitazione di ritirare il camper è tanta e la tentazione di saltare in cabina e partire subito è forte. È necessario dedicare almeno un’ora al ritiro per capire come funziona tutto: il riscaldamento, l’aria condizionata, il frigorifero (che va acceso ore prima per raffreddarsi), le luci, il livellamento, lo scarico, gli allacciamenti elettrici e idrici. Provate a manovrare nel parcheggio della concessionaria. 
Chiedete tutto quello che non capite: non c’è domanda stupida quando stai per guidare un veicolo che non hai mai guidato prima.

 

Il consiglio finale

L’errore più grande di tutti, in realtà, è non partire per paura di sbagliare. Il viaggio in camper negli Stati Uniti è un’esperienza trasformativa, e anche se qualcosa andrà storto ne varrà comunque la pena. 

La buona notizia? La maggior parte degli errori che avete letto in questa guida si evita con una buona organizzazione a monte. Ed è esattamente quello che facciamo noi di Xplore America: vi aiutiamo a scegliere il camper giusto per il vostro itinerario, a orientarvi tra assicurazioni e clausole contrattuali, a prenotare i campeggi nei tempi giusti e a costruire un piano di viaggio realistico, senza brutte sorprese. 
Se volete partire preparati davvero, scriveteci: ci pensiamo noi, anche a consigliarvi il miglior itinerario possibile in base ai vostri gusti e alle vostre esigenze.
 

 

Buon viaggio in camper negli Stati Uniti, le meraviglie dei parchi nazionali ti aspettano!

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