La vera storia del Milkshake americano: origini, evoluzione e curiositàtorna indietro
Quando pensi al cibo americano, insieme a burger e pancake c’è sempre lui: il Milkshake. Bicchiere alto, cannuccia, panna montata in cima e magari una ciliegina rossa. Ma la storia del milkshake è molto più sorprendente di quanto immagini: all’inizio non era nemmeno un dessert, bensì una bevanda alcolica con whiskey, uova e latte, più simile a un tonico che a uno sfizio da diner.
Nel tempo il milkshake ha seguito l’evoluzione degli Stati Uniti: dall’Ottocento dei tonici medicinali alle soda fountain dei primi del Novecento, fino ai diner degli anni ’50 e ai moderni freakshake da Instagram. Un viaggio perfetto per chi ama le curiosità sul cibo americano.
Le origini: un drink forte e “rinvigorente”
Le prime tracce della parola “milkshake” risalgono alla fine dell’Ottocento. All’epoca indicava una bevanda a base di latte, uova e whiskey, servita come tonico energizzante. Niente gelato, niente panna, niente cioccolato a cascata: era considerata quasi una medicina, nella scia dell’eggnog anglosassone.
Solo all’inizio del XX secolo, con il boom dei locali con bancone e degli sciroppi aromatizzati (cioccolato, fragola, vaniglia), il milkshake inizia ad assomigliare a qualcosa di più dolce e goloso. Il latte viene miscelato con sciroppi e ghiaccio, e pian piano il drink abbandona la vocazione “medica” per diventare un piacere quotidiano.
L’arrivo del gelato e l’invenzione del blender
La vera rivoluzione arriva con due elementi: il gelato e il frullatore elettrico. Con l’introduzione del blender nei primi decenni del Novecento, preparare milkshake densi e cremosi diventa molto più semplice e veloce.
Un ruolo chiave lo gioca anche la catena di drugstore Walgreens: qui un dipendente, Ivar “Pop” Coulson, ha l’idea di aggiungere due generose palline di gelato alla bevanda a base di latte, sciroppo e malted milk. Nasce così il milkshake come lo conosciamo oggi: freddo, spesso, cremoso, perfetto da sorseggiare al bancone.
Da lì in poi il milkshake diventa uno dei simboli delle soda fountain americane: un piacere accessibile, amato da ragazzi, famiglie e lavoratori in pausa pranzo.
Anni ’40–’50: il milkshake dei diner e dei drive-in
Negli anni ’40 e ’50 il milkshake conquista definitivamente l’immaginario collettivo. È il protagonista dei diner illuminati al neon, dei drive-in dove si arriva in auto e delle grandi strade americane percorse in lungo e in largo.
Se stai pianificando un tour che percorre la Route 66 o un tour dell'America dell'Ovest in auto, immagina di fermarti in un diner dall’insegna vintage, ordinare un burger e un milkshake alla vaniglia servito nel classico bicchiere di vetro. In un attimo sei dentro un film. Chi ama i tour on the road e cerca un viaggio dal sapore retrò, di solito include delle soste in piccoli paesi dove il tempo sembra essersi fermato: qui è facilissimo trovare ancora milkshake alla vecchia maniera, preparati al momento, magari con ricette tramandate da generazioni.
Dal milkshake al freakshake: l’icona pop dei social
Oggi il milkshake è diventato terreno di sperimentazione: topping esagerati, biscotti, caramelle, donut appoggiati sul bicchiere, colate di cioccolato e caramello. Nasce così il “freakshake”, versione extra di un classico che non passa mai di moda.
Accanto alle versioni più scenografiche, restano però i milkshake tradizionali, spesso con ricette “segrete” nei diner di provincia. E non mancano le varianti plant-based, con latte di mandorla, soia o avena, perfette per chi vuole assaggiare un grande classico del cibo americano in versione contemporanea.
Dove assaggiare il milkshake perfetto durante un viaggio negli USA
Se ami le curiosità sul cibo americano, inserire qualche milkshake nel tuo itinerario è quasi obbligatorio. Ma quali sono i contesti migliori?
- I diner lungo la Route 66, per un tuffo nell’America più autentica.
- I locali vintage sulla costa Ovest degli Stati Uniti, tra California, Arizona e Nevada.
- Le piccole città del Midwest, perfette da raggiungere in auto o con altri mezzi di trasporto a noleggio.
Per esplorare davvero la patria del milkshake puoi scegliere un viaggio su misura, magari partendo da un viaggio in California e allungando l’itinerario verso i deserti e i canyon, o combinando il tutto con un tour dei parchi nazionali che alterna natura e soste gourmand.
Se vuoi avere totale autonomia tra una sosta golosa e l’altra, la soluzione ideale resta sempre l’auto: con il noleggio auto puoi disegnare il tuo percorso, fermarti nei diner che ti ispirano di più e scoprire i milkshake “di culto” consigliati dalla gente del posto.
Chi preferisce muoversi in completo relax può valutare un tour in pullman, mentre gli spiriti più avventurosi possono pensare a un itinerario in america in camper o a un viaggio in camper stati, con colazioni nel proprio veicolo e soste strategiche nei diner più iconici.
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